Punti salienti
Da non perdere
Sali sul maschio centrale, la torre piu' alta del castello: dalla sommita' lo sguardo abbraccia gli Appennini fino alla pianura.
Visita le prigioni e le sale d'arme con armature originali, il Salone d'onore dei Landi e il piccolo Museo della Fauna allestito nelle sale interne.
Ammira la roccia di diaspro rosso su cui sorge la fortezza: e' uno degli affioramenti geologici piu' spettacolari dell'Appennino settentrionale.
Le origini medievali e i Landi
La prima testimonianza del Castello di Bardi risale al IX secolo. Nel 898 il conte Everardo lo cedette al vescovo di Piacenza, e nel 1257 la rocca passo' nelle mani della poten
L'architettura della fortezza
L'aspetto imponente del Castello di Bardi e' frutto di stratificazioni che vanno dal X al XV secolo. La pianta segue la sagoma irregolare dello sperone di diaspro rosso su cui sorge: questa
Il castello oggi e le sue leggende
Dopo decenni di abbandono e gravi danni causati dal terremoto del 1834 e dalla guerra mondiale, il Castello di Bardi e' stato restaurato negli anni '70 per iniziativa del Comune di Bardi, at
Storia e Curiosità
La fortezza inespugnabile sull'Appennino parmense
Il Castello di Bardi sorge a oltre 600 metri di quota, su un drammatico sperone di diaspro rosso alla confluenza del torrente Ceno con il Noveglia, nel cuore dell'Appennino parmense. La sua sagoma severa, visibile a chilometri di distanza, lo rende uno dei castelli piu' suggestivi e fotografati d'Italia, simbolo della Val Ceno e tappa imprescindibile del circuito Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.
Esperienze correlate
Le origini della fortezza risalgono al IX secolo, quando il vescovo di Piacenza acquisto' la rocca dal conte Everardo. Per secoli appartenne alla potente famiglia dei Landi, che ne fece la capitale di un piccolo principato semi-indipendente, poi ai Doria. Oggi il castello e' di proprieta' del Comune di Bardi e si visita lungo un percorso che attraversa cinque cortili interni, sale d'arme, prigioni, camminamenti di ronda e un piccolo museo archeologico.
L'atmosfera e' resa ancora piu' suggestiva da numerose leggende: si racconta che il fantasma di Soleste, capitano della guarnigione, vaghi ancora fra le mura piangendo l'amata Soleste persa in una tragica vicenda d'amore e morte. Le viste dai bastioni sono mozzafiato, fra crinali appenninici, boschi e borghi medievali.
Storia e architettura del Castello di Bardi
Le origini medievali e i Landi
La prima testimonianza del Castello di Bardi risale al IX secolo. Nel 898 il conte Everardo lo cedette al vescovo di Piacenza, e nel 1257 la rocca passo' nelle mani della potente famiglia Landi, che ne fece il fulcro di un dominio destinato a durare cinque secoli.
Sotto i Landi, Bardi divenne capitale di un piccolo principato semi-indipendente riconosciuto dall'imperatore: comprendeva la Val Ceno, parte della Val Taro e battezza moneta propria, segno di sovranita' piena. Il castello fu trasformato da fortezza militare in vera residenza signorile, con sale di rappresentanza, cappella, biblioteca e forni per il pane della guarnigione.
Nel 1682, dopo la morte senza eredi dell'ultimo Landi, il feudo fu venduto ai Doria di Genova, che ne mantennero il controllo fino alla soppressione napoleonica del 1805. Successivamente entro' nel patrimonio degli Asburgo-Lorena e nel 1862 nello Stato italiano.
L'architettura della fortezza
L'aspetto imponente del Castello di Bardi e' frutto di stratificazioni che vanno dal X al XV secolo. La pianta segue la sagoma irregolare dello sperone di diaspro rosso su cui sorge: questa scelta straordinariamente difensiva fa praticamente coincidere la roccia naturale con le fondazioni del castello.
Si distinguono cinque cortili interni raccordati da scalinate, una doppia cinta muraria con camminamenti di ronda, il maschio centrale (la torre piu' alta), le prigioni, le sale d'arme con armature originali, le cucine con grandi camini, la cappella e il piccolo borgo all'interno della cinta difensiva. La struttura e' pressoche' inalterata dal Cinquecento.
Particolarmente suggestivo e' il Salone d'onore, sala di rappresentanza dei Landi, e la terrazza panoramica da cui si dominano gli Appennini fino alla pianura del Po.
Il castello oggi e le sue leggende
Dopo decenni di abbandono e gravi danni causati dal terremoto del 1834 e dalla guerra mondiale, il Castello di Bardi e' stato restaurato negli anni '70 per iniziativa del Comune di Bardi, attuale proprietario.
Oggi e' aperto al pubblico tutto l'anno, ospita un Museo della Fauna e del Bracconaggio, un piccolo museo archeologico, sale per matrimoni, eventi medievali e cene a tema. La fortezza e' parte attiva del circuito Castelli del Ducato e propone visite guidate, percorsi per famiglie e visite teatralizzate in costume.
Numerose sono le leggende legate al castello: la piu' nota e' quella di Moroello, capitano della guarnigione, che si getto' dalla torre dopo aver scoperto la morte dell'amata Soleste. Si dice che il fantasma di Moroello vaghi ancora fra le mura nelle notti di luna piena, dando al castello l'appellativo di fortezza degli innamorati.