Pedagogista, fondatrice di Andèra Studio Pedagogico e punto di riferimento per tante famiglie del territorio parmense. Maria Marika Spinelli ci racconta il suo percorso, il Metodo Andèra e i servizi dedicati a bambini e ragazzi con DSA, BES e ADHD. Intervista alla Dott.ssa Maria Marika Spinelli – Pedagogista a Parma

Il percorso e la vocazione

Come è nato il suo interesse per la pedagogia? Ho interesse per il mondo educativo da che ne ho memoria. Fin da bambina ho avuto un’inclinazione naturale verso i bambini e verso le persone in condizioni di fragilità: non provavo compassione, semplicemente mi avvicinavo e giocavo con loro esattamente come con chiunque altro. La pedagogia fa parte di me da sempre. In un certo senso, ci sono nata. La sua specializzazione in Consulenza Pedagogica per la Disabilità e la Marginalità come influenza il lavoro quotidiano? Ho scelto questa specialistica all’Università Cattolica del Sacro Cuore perché desideravo diventare un’esperta nel campo della disabilità e di tutte le condizioni di fragilità. Lavorare con la disabilità o con la neurodivergenza è un ambito che non si può improvvisare: richiede conoscenza, consapevolezza e responsabilità.

DSA, BES, ADHD: facciamo chiarezza

Può spiegarci la differenza tra queste tre sigle, che spesso confondono i genitori? I DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) sono disturbi certificati che riguardano abilità come lettura, scrittura o calcolo. L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo legato alla regolazione dell’attenzione e dell’impulsività. I BES (Bisogni Educativi Speciali) sono invece una categoria pedagogica più ampia che comprende tutti i bambini che hanno bisogno di un percorso educativo più attento e personalizzato. Dal punto di vista pedagogico, però, la domanda più importante non è quale sigla ci sia dietro una difficoltà, ma di cosa abbia bisogno quel bambino per apprendere e stare bene. Un genitore scopre un DSA nel figlio: qual è la prima cosa da fare? La prima cosa è fermarsi, informarsi e comprendere la situazione. Consiglio sempre una fase di osservazione esplorativa e, parallelamente, un percorso di potenziamento mirato. È importante avviare anche l’iter con la Neuropsichiatria Infantile per la diagnosi ufficiale, perché solo con una certificazione si attiva quanto previsto dalla Legge 170. Si arriva poi alla stesura del PDP (Piano Didattico Personalizzato): come pedagogista, lo visiono sempre insieme alle famiglie per verificare che tutele e diritti vengano rispettati. Di vitale importanza è costruire sempre una rete coesa con le scuole. Come si riconoscono le difficoltà di regolazione emotiva in un bambino? Scoppi di rabbia intensi, grande frustrazione, difficoltà ad accettare regole, comportamenti oppositivi frequenti. Dal punto di vista pedagogico non ci si ferma mai al comportamento in sé, ma ci si chiede cosa stia comunicando quel bambino. Il momento giusto per rivolgersi a un professionista è quando queste difficoltà interferiscono con la vita quotidiana. L’obiettivo non è etichettare il bambino, ma costruire un percorso educativo che lo aiuti a riconoscere e gestire le proprie emozioni. Intervista alla Dott.ssa Maria Marika Spinelli – Pedagogista a Parma

Il Metodo Andèra e l’aiuto compiti

In cosa consiste il Metodo Andèra e la “Sollecitazione Pedagogica”? Il Metodo Andèra si fonda su quattro costrutti: autostima, autoefficacia, autodeterminazione e autonomia. La Sollecitazione Pedagogica è il cuore del metodo: significa attivare nel bambino un cambiamento interno attraverso progetti educativi cuciti su misura. Si parte da un’osservazione attenta, si costruisce un’alleanza educativa con famiglia e ragazzo, e solo dopo prende forma il percorso vero e proprio. Questo approccio trova applicazione importante anche nel lavoro con la disabilità e nel “dopo di noi”. Il mio sogno è che un giorno possa essere riconosciuto e inserito anche nei libri di testo. Il vostro aiuto compiti non è un classico doposcuola. In cosa si distingue? Non ci limitiamo ad aiutare i ragazzi a “fare i compiti”: utilizziamo lo studio come strumento educativo per costruire autostima, autoefficacia, autodeterminazione e autonomia. Ogni percorso è diverso, perché ogni studente ha una storia e bisogni differenti. Nella maggior parte dei casi, scuola e compiti diventano il mezzo per raggiungere un obiettivo più profondo: competenze personali che avranno effetti duraturi nel tempo, ben oltre il singolo voto. “Diverso non significa sbagliato”: cosa significa concretamente? Per troppo tempo la diversità è stata guardata con pietà o imbarazzo. Io credo il contrario: la diversità non è un difetto da correggere, ma una forma diversa di stare al mondo. Molti dei bambini con cui lavoro hanno sensibilità e modalità di pensiero che possono insegnarci moltissimo. Il compito dell’educazione non è normalizzare le differenze, ma riconoscerle e trasformarle in possibilità. Un bambino non ha bisogno di diventare “uguale agli altri” per avere valore. Intervista alla Dott.ssa Maria Marika Spinelli – Pedagogista a Parma

Il ruolo dei genitori

Quanto conta il coinvolgimento della famiglia? E cos’è il Parent Coaching? Il coinvolgimento dei genitori è fondamentale: senza la famiglia, il percorso educativo non funziona davvero. Il Parent Coaching nasce dall’esigenza di offrire ai genitori una guida non giudicante che li aiuti a leggere e interpretare i comportamenti dei propri figli. Non si tratta di insegnare come fare i genitori, ma di offrire strumenti e uno sguardo pedagogico per agire con maggiore consapevolezza. Quali errori vede fare più spesso ai genitori di fronte a una diagnosi? La prima reazione è quasi sempre emotiva: paura, senso di colpa, smarrimento. L’errore più comune è guardare il bambino solo attraverso la lente della difficoltà, oppure cercare di farlo rientrare in modelli standard. A volte succede il contrario: si minimizza per paura. Il mio consiglio è di non affrontare questo momento da soli. Informarsi, chiedere supporto e costruire una rete con professionisti e scuola permette di trasformare la difficoltà in un percorso di crescita. Intervista alla Dott.ssa Maria Marika Spinelli – Pedagogista a Parma

Lo studio, i laboratori e i contatti

Dove si trova il suo studio e con chi collabora sul territorio? Ho due sedi: il Centro Leaves di Parma in piazzale Ravanet 1 (il venerdì) e la sede di Consultami in Via Cherchi 1 per il resto della settimana. Collaboro con scuole, psicologi, psicoterapeuti, AUSL e Neuropsichiatria Infantile. La chiave è il rispetto reciproco dei ruoli: quando i professionisti comunicano con un obiettivo comune, si creano sinergie molto forti. Ci parla dei laboratori educativi in programma? Organizziamo laboratori di potenziamento per adolescenti (11-18 anni) e progetti estivi per i più piccoli. Negli anni abbiamo lavorato su emozioni, gentilezza, bullismo e cinque sensi. Quest’estate saremo presenti nel Comune di Parma e a Tizzano con il tema dei cinque elementi. Un ringraziamento speciale alla Caritas di Parma, che ha donato tre iPad e un computer per supportare i ragazzi con difficoltà di apprendimento. Come può contattarla una famiglia di Parma? Il primo colloquio conoscitivo è gratuito. Si può prenotare dal sito pedagogiaparma.it compilando il modulo di contatto, oppure telefonicamente al numero 3459378423.

Conclusione

L’intervista alla Dott.ssa Maria Marika Spinelli restituisce il ritratto di una professionista che ha fatto della pedagogia una vera missione. Con il Metodo Andèra e il principio della Sollecitazione Pedagogica, il suo lavoro va ben oltre il semplice supporto scolastico: punta a costruire autostima, autonomia e consapevolezza in ogni bambino e ragazzo che accompagna. Un messaggio chiaro emerge da ogni risposta: diverso non significa sbagliato, e ogni percorso educativo ha valore solo se costruito su misura per la persona. Per le famiglie di Parma alla ricerca di un punto di riferimento pedagogico, Andèra Studio Pedagogico rappresenta uno spazio di ascolto, competenza e accoglienza.